Il battito. Modello T

Il modello T fu uno dei maggiori successi della produzione automobilistica di Henry Ford, che aggiungeva, come si sa, che gli acquirenti erano liberi di scegliere il colore preferito, purché nero: ma questo è un altro discorso. L’aneddoto torna in mente considerando le peripezie delle competenze sul Turismo nella formazione del nuovo governo. La T ha abbandonato il MIBACT, che ritorna alla sua antica denominazione di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Il turismo viene abbinato al MIPAAF, Ministero per le Risorse  Agricole, Alimentari e Forestali, un tempo semplicemente Ministero dell’Agricoltura, e la nuova sigla si annuncia   complicata.
È pur vero che il turismo non è un settore specifico, ma un campo ampio, dove si incontrano svariate ed eterogenee esigenze: economiche, logistiche (trasporti), di ricettività ed accoglienza, di internazionalità e rapporti con l’estero, di conoscenza e fruizione culturale ecc. Ciò giustifica una certa erraticità di collocazione, tuttavia l’ abbinamento con l’agricoltura non s’era ancora visto, e viene spiegato con il comune interesse per il Made in Italy, l’enogastronomia, la tipicità dei prodotti e via così. Nel contempo altri problemi del turismo permangono, vedendo grandi città, centri urbani medio-piccoli, coste, colline e montagne,  cedere sotto il peso di orde transumanti, al cui impatto il tessuto umano più fragile scompare, il sistema viario va in pezzi, ogni commercio antico locale perde la sua ragion d’essere e un grande paesaggio storico diventa simile a uno scenario finto e privo di vita.
È quindi opportuno chiedersi quali spazi di  promozione nel nuovo assetto potranno avere quegli interessi  del turismo dedicati alla fruizione culturale del patrimonio e del paesaggio a cui come In Collina sia particolarmente legati. Per quanto riguarda le competenze rimaste al MIBAC, le recenti linee  programmatiche propongono di “stimolare il consumo di beni e di attività culturali da parte delle nuove generazioni” , avere attenzione  per le «realtà museali medio-piccole», favorire accessi agevolati, rendere le  funzioni dei musei interattive con una domanda in mutamento. Obiettivi  assai  interessanti, ma attuabili in concreto sul territorio solo attraverso la più larga partecipazione di soggetti istituzionali economici e associativi, locali e non.
In Collina e la Rete Romanica di Collina sono qui a proporre il loro modello, che può essere facilmente replicato in altre aree e circuiti turistici della nostra regione.

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