San Martino, Montafia

Il registro diocesano del 1345 indica per la prima volta l’esistenza della chiesa di San martino di Montafia e la annovera come dipendenza della Pieve di san Giorgio di Bagnasco.
Dell’antica chiesa romanica sopravvive soltanto l’abside ed una parte della navata. Orientata ad est come quasi tutte le chiese medievali, risale al XII secolo.
L’edificio, ora ad aula unica, era forse a tre navate. Rimaneggiato nei secoli conserva, delle strutture originarie di epoca romanica, l’abside, parte dell’attacco all’aula, parte del lato sud e del lato nord e parte della facciata. 
La decorazione esterna è assai ricca. Di notevole pregio gli elementi costruttivi e le decorazioni. Le porzioni in pietra arenaria si alternano ai corsi in laterizio; di arenaria sono gli archetti pensili e le sculture del coronamento, con motivi simili a quelli della chiesa di San Secondo di Cortazzone, tanto da far pensare all’opera delle stesse maestranze.
Anche a San Martino ricorrono le cornici con motivi a damier e la presenza di corsi a denti di sega (o a denti di lupo), oltre ai motivi classici dei bestiari medievali (una fiera che tenta di azzannare la propria coda, capri appesi a testa in giù, cervidi accovacciati). 
Nei secoli successivi San Martino fu ridotta a chiesa cimiteriale a causa del trasferimento degli abitanti che, lasciato l’antico insediamento, chiamato Varisella, si trasferirono nella collina di fronte, attorno al castello, edificato dai signori di Montafia nel tardo medioevo.
All’interno della chiesa un affresco, probabilmente del XV secolo, raffigura San Martino a cavallo, mentre dona la metà del mantello al medicante. Sui lacerti di intonaco tre belle decorazioni geometrico floreali della metà del XVI secolo.
L’antica chiesa di san Martino dichiarata monumento regionale fu la prima parrocchia del paese.