San Michele, Tonengo

La chiesa di San Michele è posta sulla dorsale collinare che da Tonengo arriva a Cocconato e per raggiungerla dalla strada provinciale si sale una piccola scalinata. La titolatura all’arcangelo Michele potrebbe indicare il passaggio di uno dei percorsi delle grandi vie del pellegrinaggio medievale. I primi dati storici su Tonengo compaiono nel 1298 e citano San Michele negli estimi della Pieve di San Giovanni di Lustria, l’antica Industria romana. La chiesa rimane la parrocchiale di Tonengo fino al Cinquecento.

L’edificio, ampiamente modificato nei secoli, è ad aula unica terminante nell’abside semicircolare preceduta da un importante arco di trionfo che all’esterno è contenuto da due contrafforti, come nella maggior parte delle chiese romaniche ad una sola navata. Abside e contrafforti vennero costruiti in due fasi: il più antico (forse XII secolo) è il basamento a grandi blocchi di arenaria; i muri, a corsi di mattoni arancio chiaro chiusi da un coronamento di archetti pensili, risalgono presumibilmente alla seconda metà del Trecento – inizio Quattrocento. Il fianco sud è stato ricostruito con elementi architettonici di recupero connotati da caratteri romanici, mentre il fianco nord e la facciata hanno subito interventi settecenteschi, così come l’interno dove vennero costruite le volte a botte con unghie, cambiati i pavimenti e eretto l’altare in muratura con cornici di gesso dipinto a finto marmo. Anche l’illuminazione naturale interna, ottenuta grazie alla realizzazione di finestre rettangolari, è molto diversa da quella che in origine era fornita dalle monofore dell’abside romanica.