San Pietro al Cimitero, Brusasco

La chiesa di San Pietro Vecchio al Cimitero è la più antica del paese e costituisce un’importante testimonianza del romanico piemontese. Costruita tra i secoli XII e XIII su una precedente struttura del V-VI secolo, essa ne ha inglobato diverse parti, alcune delle quali ancora visibili. Abbandonata più volte nel corso dei secoli fino all’ottocento, nel 1889 divenne monumento nazionale e fu soggetta a decisi interventi di restauro nei decenni successivi. La struttura originaria era stata concepita a due navate, ma i continui periodi d’abbandono e i fin troppi frequenti straripamenti del Po portarono alla rovina la navata nord, cosicché oggi essa appare a navata unica. L’utilizzo, nella costruzione della chiesa, di mattoni che si alternano a fasce biondo dorate di pietra arenaria, creano, nel fianco destro e nell’abside semicircolare, un effetto di dicromia tipico del romanico. Altrettanto tipici sono gli archetti pensili in cotto che corrono, in prossimità del tetto, tutt’intorno alla chiesa. La superficie del fianco destro e quella dell’abside sono divise in campiture da semicolonne con capitelli medioevali (alcuni con decorazioni zoomorfe); di particolare pregio è la loggetta cieca formata da esili colonnine in pietra con capitelli a cubo smussato che ingentiliscono la parte superiore dell’abside. Nel catino absidale e sulle pareti notevoli affreschi del XV secolo tra i quali una Madonna con Bambino.