San Pietro, Portacomaro

Inserimento ambientale
La chiesa di San Pietro si trova ai margini dell’abitato a circa 300 m. nord-est del paese sulla strada che conduce verso Scurzolengo, strada che si sviluppa in un territorio articolato tra boschi e vigneti e solcato da valli coltivate di interessante valore panoramico e pae-saggistico. Si affaccia su un piccolo sagrato, circondata da alberi e sottobosco, appartenenti al giardino della proprietà privata in cui si trova, ed in posizione elevata rispetto alla sede stradale sulle pendici del colle nel luogo ove anticamente vi era il cimitero.

Notizie storiche
Questa chiesa fu costruita probabilmente all’inizio del secolo XII, intorno all’anno 1130. È citata per la prima volta in un documento del registro diocesano del 1345 come dipendente dal monastero di San Bartolomeo di Azzano.
Il monastero di Azzano era un’antica fondazione benedettina sita a breve distanza da Asti, scomparsa a seguito della soppressione napoleonica degli enti ecclesiastici. In parte ricostruita nel secolo XV, nel 1583 San Pietro fu declassata a chiesa cimiteriale e nel 1619 dalle visite Pastorali la chiesa risulta in pessime condizioni, senza pavimento ed in rovina.
Nel 1910 il cimitero di San Pietro venne chiuso e le salme traslate nell’attuale cimitero di San Rocco; la chiesa fu privata delle maggior parte delle lapidi che erano murate sui suoi fianchi e sconsacrata.
Nel 1968 viene inglobata nella proprietà privata situata a fianco di essa. Tale resta sino al 2000. A partire da tale anno è affidata in comodato gratuito al comune di Portacomaro che ha provveduto a interventi di consolidamento e al restauro delle coperture, delle vie d’accesso e delle pitture del Quattrocento e del primo Cinquecento, e ne cura la manutenzione e l’apertura al pubblico.
La parziale ricostruzione della chiesa, nella quale sono stati utilizzati sia i materiali originali che altri di recupero, ha conservato dell’impianto originario risalente al XII secolo la facciata e le prime due campiture. Durante i lavori di restauro non venne ricostruita l’abside semicircolare sicuramente presente, ipotesi avvalorata dalla presenza del contrafforte, che presenta la stessa tecnica costruttiva della facciata. Alla ricostruzione del XV secolo sono ascrivibili decorazioni in cotto tra cui sul lato destro una croce dello stile dei Santi Maurizio e Lazzaro (stile templare), nonché pregevoli affreschi.

Descrizione
La chiesa di San Pietro è a pianta rettangolare, orientata, di 13,86 metri per 4,80. Lo stile architettonico è romanico-Iongobardo con struttura ‘a capanna’.
1. La facciata è costituita da blocchi squadrati di arenaria che si alternano a mattoni. Archetti pensili rampanti decorano la facciata e si ripetono anche sui fianchi, interrotti da sottili lesene. Una ghiera in cotto sottolinea l’arco falcato del portale cha appoggia su di una spessa architrave in pietra. Sulla facciata, sotto al fregio, si aprono due oculi con i bordi decorati; gli stipiti sono di cotto e pietra con effetto bicromatico.
Archetti pensili sono presenti anche nella parete sud (2) ma solamente nella parte verso la facciata. In questo tratto la parete risulta costruita con gli originari grossi blocchi in pietra, mentre la restante parte è edificata quasi completamente in mattoni ed è senza coronamento, segno della successiva ricostruzione. Un contrafforte di grosse dimensioni e molto sporgente caratterizza l’angolo est della chiesa: potrebbe essere la base di una torre campanaria di piccole dimensioni. San Pietro è una delle rare chiese romaniche del Monferrato in cui è presente una cripta a cui si accede da una botola posta di fronte al portale
3. L’interno è suddiviso in due distinti ambienti divisi da una parete in mattoni in cui si apre un arco ogivale. Il primo ambiente (l’aula) ha forma rettangolare; Il secondo ambiente (il presbiterio), di forma quadrata, è sopraelevato di un gradino rispetto all’aula e ha le volte a crociera con costolature pronunciate; tutti segni di una riedificazione gotica o posteriore. L’altare è in mattoni, eretto su di una pedana anch’essa in mattoni ed appoggiato alla parete di fondo.
4. Nel presbiterio sono presenti affreschi riconducibili alla fine del Quattrocento. Sulla parete centrale dietro l’altare è dipinta una crocifissione con la Vergine e San Giovanni Evangelista ai lati della croce, opera di buona fattura e di forte impatto emotivo. A sinistra sono raffigurati Santa Lucia e San Pietro, mentre sulla destra è raffigurato San Giovanni Battista; purtroppo quest’ultimo affresco presenta evidenti distacchi di intonaco. Sulla sinistra, in posizione ridotta, è raffigurata Santa Lucia con il vassoio contenente gli occhi.
Sulla parete sud è rappresentato il martirio di San Sebastiano datato 1406 e attribuito a “Antonij De Pilis” pittore attivo nell’Astigiano del Quattrocento: risulta attivo a San Sebastiano e Fabiano a Scandeluzza, a Viatosto e nella collegiata di Asti. A fianco di San Sebastiano è raffigurato San Antonio Abate patriarca del monachesimo.
Tracce di intonaco con decorazioni floreali ad affresco sono visibili sia sulle volte che sui costoloni dell’abside. Sul culmine dell’arco nel muro di separazione tra gli ambienti, rivolta verso l’altare, una scritta ad affresco ricorda il restauro (o l’edificazione?) nel 1706 del muro stesso per esaudire un voto.

Curiosità
L’etimologia del nome deriva dalla Curtis Comaria del signore romano proprietario dei terreni Acomarius. Il termine “porta” fu aggiunto solo in seguito, forse per la presenza di porte in epoca medioevale. Raro esempio di borgo castellano, il nucleo originario è ancora evidente dal tratto di mura e dal torrione esistenti, la classica rocca che ospitava il Ricetto.
Punti panoramici sono il percorso sopramuro ed alcuni tratti del Ricetto verso Est.
Qui era nato e vissuto il bisnonno di Papa Francesco prima di trasferirsi a Torino e poi emigrare in Argentina, come tante famiglie che nell’Ottocento lasciarono il Piemonte alla volta del Nuovo Mondo.